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IL PUNTO DI VISTA DI Marco Soligo, Ginecologo, Dirigente Medico, Div. Ostetricia e Ginecologia, Ospedale San Carlo Borromeo, Milano

Il punto di vista di

 

 

Chiunque getterà l’occhio su queste righe, su questo titolo, non potrà fare a meno di chiedersi cosa abbia a che fare una “vacanza in Bretagna” con l’Urodinamica.

Apparentemente l’unica assonanza è quella dell’acqua, tanta acqua, spumeggiante, vivace, senza pace, meravigliosa; nella nebbia o sotto il sole che splende, in paesaggi incantevoli, quelli della Bretagna, appunto, che ho avuto il grande piacere di visitare nell’estate appena trascorsa.

Come tutti sanno le vacanze sono «tempo propizio per fare esercizi d’attenzione e di ammirazione». Così, tra una scogliera ed una spiaggia carezzata dalle maree, la mia ginnastica esistenziale mi ha condotto a notare un piccolo articolo su di un giornale locale in un alberghetto di Carnac (per gli amici… Vale la Visita!). Titolo: “POURQUOI ÊTRE ATTENTIF”; autore: Jacques Le Goff, professore di diritto pubblico all’Università di Brest.

Ho trovato questo articolo ricco di suggestioni e spunti di riflessione estremamente interessanti; lascio a voi il piacere di leggerlo integralmente nel file originale in pdf qui accanto inviatomi dall’Autore, ma mi permetto di segnalarvi e tradurre (come molto gentilmente e cordialmente concessomi dal Professor Le Goff) alcuni degli spunti che hanno colpito, per l’appunto, la mia attenzione.

Ancora una volta vi chiederete cos’abbia a che fare un’articolo sull’ “Attenzione” , scovato tra l’altro accanto alla pubblicità golosa ed ammiccante del supermercato locale, cos’ha a che fare con il discorso “alto” dell’Urodinamica.

A mio avviso moltissimo.

Jaques Le Goff cita due elementi che, dovete ammetterlo, sono particolarmente utili a chi esercita la professione medica: la memoria e l’intelligenza. La prima si nutre di «attenzione, concentrazione sull’oggetto di studio o la persona con cui si ha a che fare…, in altre parole una predisposizione alla conoscenza scientifica che inizia da uno sguardo stupito e paziente»; la seconda viene identificata con «volontà e coraggio di pensare… capacità di correre dei rischi». Avrete ormai capito dove voglio arrivare. Particolarmente il mondo dell’Urodinamica, lo studio ed il trattamento delle disfunzioni pelviche si fondano sulle qualità che Le Goff ci illustra con poche, ma pregnanti parole.

Il linguaggio delle funzioni pelviche, è ancora in grande parte da decifrare, dunque a maggior ragione le anomalie dello stesso, le disfunzioni, sono così difficili da etichettare, catalogare, comprendere. Certo, grandi passi sono stati fatti, sono il frutto dell’intuizione e del lavoro paziente di molti colleghi illustri, ma tocca a noi oggi raccogliere la sfida e portare uno sguardo “attento” a quanto viviamo ogni giorno nella nostra pratica clinica, ampliare la conoscenza impegnandoci a guardare con attenzione le modalità ed i risultati del nostro lavoro.

Vi sembra scontato? Per nulla. Quanta fatica costa raccogliere i dati ed analizzarli? Siamo ancora attrezzati per farlo? In tempi in cui è già un miracolo coprire i turni di servizio, chi riesce più a fare ricerca? Questo è un problema concreto, almeno per la realtà italiana che conosco. In passato, anche in un passato recente, noi italiani, si, molti tra voi che leggete, hanno dato un contributo importante all’avanzamento delle conoscenze, contributi riconosciuti nel mondo. Ma oggi, cosa c’è all’orizzonte? Cosa “bolle in pentola”? La sensazione è che ci si sia fermati, seduti. Spero vivamente di sbagliarmi e di essere smentito.

Ancora, «Salvo handicap particolari, la memoria e l’intelligenza sono in gran parte una questione di “attenzione”… Ma come essere premuroso se non si inizia per l’essere attento? Tutta la fatica di una vita consiste nell’orientare questo sforzo nella direzione giusta, come fa il girasole,… ». Penso alla nostra responsabilità nei confronti degli studenti, dei medici in formazione specialistica, dei giovani specialisti ed ho l’impressione che nella loro formazione oggi vi sia molta efficienza, in parte scientifica, soprattutto pratica, ma poca educazione all’ ”attenzione”… a guardare il mondo con occhi curiosi… Anche in questo caso mi aspetto di essere smentito.

Un’ultima suggestione, tra le tante, evocata da Le Goff vorrei segnalarvi ed è l’importanza del “fare attenzione” nella relazione interpersonale. La professione medica, salvo rare eccezioni, è densamente intrisa di relazioni: con il paziente, il personale di assistenza, i colleghi… nella pratica clinica quotidiana una buona quota del successo del nostro “agire” dipende direttamente dalla nostra capacità di relazione. «… fare attenzione presuppone un minimo di concentrazione… sulla persona che hai di fronte. Al contrario della dissipazione-dispersione in una nebbia in cui più nulla esiste veramente se non l’ “io”.» Con questo in mente, possiamo senza dubbio essere medici migliori. Soltanto a titolo esemplificativo, pensiamo alla problematica del consenso informato e dei suoi risvolti medico-legali.

Certamente in un mondo in cui tutto deve essere veloce non è per nulla facile “essere attento”. In una “Sanità” fatta di abbattimenti di liste di attesa e budgets come unico criterio di organizzazione del lavoro, laddove occorre “fare tanto, e in fretta” è l’esatto contrario, la disattenzione a divenire una risorsa! A me non sta bene. Sono profondamente convinto che noi medici abbiamo il dovere di difendere la qualità del nostro lavoro e pretendere che la qualità venga considerata al pari, anzi, al di sopra del criterio economico, nell’allocare le risorse necessarie al funzionamento delle nostre attività. E’ un discorso che ci porterebbe molto lontano…. Ma tornando al piccolo della nostra quotidianità significa essere scrupolosi, mai superficiali, curiosi, capaci di perdere del tempo su di un dettaglio evocato dall’osservazione di un singolo paziente… non servirà a quel paziente? Chissà, ma avrà arricchito le nostre connessioni neuronali, a tutto vantaggio dei prossimi pazienti.

Sono andato troppo lontano? Beh, mi sono permesso perché so che il mondo dell’Urodinamica è per abitudine particolarmente “attento”

Che bella la Bretagna! Andateci se potete, è estremamente… suggestiva.

 

foto professor soligo

2 febbraio 2012
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