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Caso clinico proposto da A.M. Costa, E. Caraceni

Casi Clinici

 

 

Paziente di 74 anni.

Nel 2005 viene sottoposto ad intervento di Prostatectomia Radicale Retropubica in altra sede.

Nel Maggio 2008, per la comparsa di incontinenza urinaria, viene sottoposto a posizionamento di costrittore Uretrale Silimed in altra sede.

Nel Febbraio 2012 il paziente giunge presso il nostro ambulatorio per il ripresentarsi, da circa un anno di incontinenza urinaria severa per la quale utilizzava fino a 10 pads/die. Per tale problematica aveva eseguito uretrografia retrograda che aveva evidenziato esclusivamente una lieve riduzione del calibro nel tratto membranoso.

La cistoscopia rivelava la presenza di una erosione uretrale della cuffia del costrittore che risultava ben visibile all’interno del lume uretrale, con adesa una concrezione litiasica di circa 1 cm alle ore 12; lo sfintere uretrale esterno appariva reattivo ai colpi di tosse a alla manovra di compressione perineale; l’anastomosi vescico-uretrale appariva nella norma.

Nel Giugno 2012 si eseguiva rimozione del dispositivo Silimed per via perineale.

Il paziente veniva dimesso con catetere ureterale in sede che veniva successivamente rimosso dopo 30 giorni previa cistografia negativa per anomali spandimenti del mdc.
La successiva uretrocistoscopia non mostrava aree di erosione residua.

A Settembre 2012 un PAD test 24h indicava una perdita urinaria quotidiana di circa 700 ml su una diuresi complessiva giornaliera di circa 1200 ml. La cistoscopia pre-operatoria confermava uno sfintere uretrale esterno, situato posteriormente alla sede della pregressa erosione, reattivo ai colpi di tosse e alla compressione perineale.
Veniva quindi consigliato intervento di correzione della incontinenza urinaria mediante posizionamento di AdVance che veniva eseguito nello stesso mese.
Dopo un’iniziale difficoltà, la minzione spontanea riprendeva in maniera soddisfacente e in circa 10 giorni il residuo post minzionale era inferiore ai 50 ml.

Ai successivi controlli condotti a 30 e a 90 giorni il paziente presentava una continenza completa e non impiegava Pads. Il tracciato uroflussometrico mostrava parametri e tracciato ai limiti inferiori della norma secondo il Nomogramma di Liverpool in assenza di RPM.
A 8 mesi dall’intervento il paziente è tuttora continente e soddisfatto degli esiti dell’intervento.

Il caso clinico in questione conferma l’efficacia dell’AdVance nel trattamento dell’incontinenza urinaria maschile recidiva anche in pazienti complessi e con incontinenza importante.

 

A.M. Costa, E. Caraceni.

U.O. di Urologia

Asur Marche – Area Vasta 3 – Ospedale Civitanova Marche

29 maggio 2013
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