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Mio figlio da piu di un anno ha necessità ad urinare anche dopo circa 20 minuti dallo svuotamento. Ho eseguito vari esami tra cui cistoscopia, tamponi uretrali, spermiocoltura, tutti risultati negativi; le visite hanno escluso prostatite. L’esame urodinamico fatto dice: vescica di normale sensibilità, capacità e compliance vlpp negativo, fase di svuotamento pattern pressione flusso caratterizzata da curva allungata con qmax 19ml/sec rpm 15ml. Il ragazzo non si sveglia di notte, dorme anche 8 o 9 ore, non ha dolori ma minzioni soltanto diurne; se molto impegnato non avverte lo stimolo. L’ecografia pelvica evidenzia l’assenza di residui vescicali post-minzionali. Anche l’uroflussometria Qmax 20.9 ml/sec, volume medio 8.8 ml/sec. Vi chiedo se si possa trattare di vescica neurologica perché già eseguita terapia con ossibutinina 10mg senza risultati. Forse ci vuole il Vesiker?

15-18 anni Maschio

Vescica neurologica

 

 

Mio figlio da piu di un anno ha necessità ad urinare anche dopo circa 20 minuti dallo svuotamento. Ho eseguito vari esami tra cui cistoscopia, tamponi uretrali, spermiocoltura, tutti risultati negativi; le visite hanno escluso prostatite. L’esame urodinamico fatto dice: vescica di normale sensibilità, capacità e compliance vlpp negativo, fase di svuotamento pattern pressione flusso caratterizzata da curva allungata con qmax 19ml/sec rpm 15ml. Il ragazzo non si sveglia di notte, dorme anche 8 o 9 ore, non ha dolori ma minzioni soltanto diurne; se molto impegnato non avverte lo stimolo. L’ecografia pelvica evidenzia l’assenza di residui vescicali post-minzionali. Anche l’uroflussometria Qmax 20.9 ml/sec, volume medio 8.8 ml/sec. Vi chiedo se si possa trattare di vescica neurologica perché già eseguita terapia con ossibutinina 10mg senza risultati. Forse ci vuole il Vesiker?

 

Gentile signora, una diagnosi di vescica neurologica è possibile solo se esiste già una patologia neurologica accertata che possa giustificare una disfunzione vescicale. Da quanto leggo, non mi sembra che suo figlio sia affetto da nota patologia neurologica. Inoltre, in considerazione degli accertamenti eseguiti e finora risultati tutti negativi, sembrerebbe che il problema di suo figlio sia principalmente sensoriale, cioè legato ad uno scarso controllo inibitorio dello stimolo minzionale. Cambiamenti dello stile di vita (es. evitare cioccolata, prodotti industriali poco sani, bibite gassate, tè, caffè, fumo…) e una rieducazione vescicale con esercizi di distrazione per ritardare gradualmente l’intervallo di tempo tra l’atto minzionale e l’esordio dello stimolo, potrebbero risultare nel lungo termine finanche piu’ utili ed efficaci di trattamenti farmacologici.

1 Febbraio 2017