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Le scrivo per mia figlia affetta da acondroplasia che nell’aprile del 2015 è stata ricoverata per stenosi lombare del midollo ed operata per decompressione da D10-L5 e stabilizzazione D9-S1. Giunta in ospedale in quell’occasione con la diagnosi di paraparesi e la compromissione dell’apparato vescico uretrale. Attualmente dopo 5 mesi di riabilitazione le sue condizioni sono migliorate anche se non completamente; deambula con l’ausilio di un rollator ed indossando una molla di Codivilla all’arto sinistro maggiormente colpito. Secondo il referto di dimissione dalla struttura di medicina riabilitativa: Vescica neurologica, quadro di ritenzione vescicale, avverte lo stimolo, minzione volontaria parziale rispetto il volume vescicale, esegue cateterismo vescicale per lo svuotamento completo. Mostra difficoltà allo svuotamento intestinale ma conserva la tonicità dei muscoli annessi. L’urodinamica del 27/5/2015: vescica a sensibilità deficitaria, verosimilmente acontrattile. Urodinamica dell’8/9/2015: vescica stabile, iposensibile acontrattile. Urodinamica del 28/10/2015: attività detrusoriale caratterizzata dalla presenza di contrazione inibite dal valore pressorio massimo di 10 cm /H2O, incremento progressivo della pressione detrusoriale, sensibilità nella norma. Fase di svuotamento non valutabile per mancata minzione volontaria. Pressioni uretrali statiche lievemente aumentate, flusso urinario di minima entità con rpm elevato. Conclusione: vescica iperattiva neurogena a compleance ridotta, ritenzione urinaria. Dal 4/10/2015 lo svuotamento autonomo della vescica si verificava solo con volumi alti di urina esempio: 100ml volontari e 400 ml con il cateterismo. Ad oggi i volumi si sono ridotti ad esempio a 250ml di cui talvolta l’eliminazione volontaria è maggiore rispetto a quella effettuata con il cateterismo. A breve è programmato un intervento per una stenosi residua a livello lombare al di sopra del punto chirurgico dell’intervento precedente. Pertanto si chiede un parere dell’esperto per quanto riguarda il ripristino della completa attività vescicale; si precisa che ad oggi non si sono mai verificate perdite urinarie involontarie.

19-24 anni Femmina

Vescica neurologica

 

 

Le scrivo per mia figlia affetta da acondroplasia che nell’aprile del 2015 è stata ricoverata per stenosi lombare del midollo ed operata per decompressione da D10-L5 e stabilizzazione D9-S1. Giunta in ospedale in quell’occasione con la diagnosi di paraparesi e la compromissione dell’apparato vescico uretrale. Attualmente dopo 5 mesi di riabilitazione le sue condizioni sono migliorate anche se non completamente; deambula con l’ausilio di un rollator ed indossando una molla di Codivilla all’arto sinistro maggiormente colpito. Secondo il referto di dimissione dalla struttura di medicina riabilitativa: Vescica neurologica, quadro di ritenzione vescicale, avverte lo stimolo, minzione volontaria parziale rispetto il volume vescicale, esegue cateterismo vescicale per lo svuotamento completo. Mostra difficoltà allo svuotamento intestinale ma conserva la tonicità dei muscoli annessi. L’urodinamica del 27/5/2015: vescica a sensibilità deficitaria, verosimilmente acontrattile. Urodinamica dell’8/9/2015: vescica stabile, iposensibile acontrattile. Urodinamica del 28/10/2015: attività detrusoriale caratterizzata dalla presenza di contrazione inibite dal valore pressorio massimo di 10 cm /H2O, incremento progressivo della pressione detrusoriale, sensibilità nella norma. Fase di svuotamento non valutabile per mancata minzione volontaria. Pressioni uretrali statiche lievemente aumentate, flusso urinario di minima entità con rpm elevato. Conclusione: vescica iperattiva neurogena a compleance ridotta, ritenzione urinaria. Dal 4/10/2015 lo svuotamento autonomo della vescica si verificava solo con volumi alti di urina esempio: 100ml volontari e 400 ml con il cateterismo. Ad oggi i volumi si sono ridotti ad esempio a 250ml di cui talvolta l’eliminazione volontaria è maggiore rispetto a quella effettuata con il cateterismo. A breve è programmato un intervento per una stenosi residua a livello lombare al di sopra del punto chirurgico dell’intervento precedente. Pertanto si chiede un parere dell’esperto per quanto riguarda il ripristino della completa attività vescicale; si precisa che ad oggi non si sono mai verificate perdite urinarie involontarie.

 

Gent.ma, da come leggo, sembra esserci stato un miglioramento progressivo del quadro urologico nei 6 mesi successivi all’intervento neurochirurgi. Il fatto che adesso sua figlia debba essere sottoposta ad un nuovo intervento decompressivo, per una stenosi lombare, sita superiormente al tratto già operato, potrebbe cambiare completamente l’attuale quadro clinico. Pertanto sarà assolutamente necessario rivalutare da capo la funzionalità vescicale dopo il secondo intervento. Cordialmente Stefania

31 Gennaio 2017