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TUIP per sclerosi del collo vescicale e valori

Ho 46 anni. Ho subito due tuip per sclerosi del collo vescicale, nel dicembre 2011 il primo, con risultati parziali, e il 26 maggio 2015 il secondo con allargamento dell’incisione verso le ore 8 del collo ed anche resezione di ponte cicatriziale esito del precedente intervento. Ho fatto cistoscopia di controllo in narcosi con biopsia a ca 40 giorni dall’intervento per il persistere fin da subito di forti sintomi disurici (esitazione iniziale, flusso debole e gocciolamento finale) nonché forte gonfiore e rigidità al perineo. L’esame evidenziava fortissima infiammazione ma collo beante. Tolto il catetere, che mi è stato posizionato dopo la cistoscopia per evitare problemi dovuti all’infiammazione, sono stato bene per ca tre settimane con flusso soddisfacente e senso di svuotamento completo. Poi la situazione è peggiorata con il ritorno a senso di gonfiore e rigidità perineale ed il ripresentarsi di sintomi irritativi ed ostruttivi ingravescenti con qualche giorno di relativo benessere e maggiore autonomia minzionale (anche 4 ore senza urinare) in concomitanza con il minor senso di gonfiore interno. Un nuovo urologo per la prima volta mi ha parlato di recente di sintomi in parte legati a vescica ipocontrattile visti i seguenti dati rilevati da esami urodinamico fatti prima degli interventi: pdet di 37 cmh2o al flusso massimo di 10.9 nell’ esame fatto nel marzo del 2013 (nel quale l’urodinamista refertava: capacità contrattile conservata e lieve riduzione della compliance, ostruzione lieve moderata, rpm 140 cc) e pdet 48 cmh2o su flusso Max di 8 nell’ esame fatto nell’ottobre 2009 con rpm nullo. Sinora tutti mi avevano parlato solo di ostruzione cervico uretrale. Che ne pensate di quei valori? Mi dicono di attendere altri tre mesi perché passi l’infiammazione e di rifare poi nuovo urodinamico e poi se necessaria Turp.

 

Gentile Signore, sono d’accordo nell’attendere qualche mese prima di eseguire ulteriori indagini o interventi invasivi di cui comunque andrà’ confermata la necessita’ qualora persistano tali sintomi, che possono essere, ad ogni modo, solo secondari ad uno stato infiammatorio acuto post-operatorio o cronico, quest’ultimo slatentizzatosi comunque dopo procedura endoscopica. Nel frattempo, potrebbero essere di qualche sollievo terapie antalgiche ed antiinfiammatorie. Le consiglio pertanto di rivolgersi al suo urologo di fiducia per suggerimenti su possibili terapie farmacologiche atte ad alleviare i suoi sintomi irritativi.

Dott.ssa Stefania Musco, urologo

22 Ottobre 2018