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Cocaina e vescica iperattiva

Caso Clinico proposto da B.Ventimiglia , G.Maugeri, T. Puglisi

Casi Clinici

 

 

Giunge alla nostra osservazione, dietro richiesta dell’Autorità Giudiziaria,  un paziente cocainomane di 48 anni,  detenuto in carcere,   che presentava una vasta soluzione di continuità tra il setto nasale ed il palato, per cui era portatore, già da un anno  di una protesi mobile che separava  il cavo orale dalle coane nasali. Riferiva che, da quando detenuto,  non assumeva   più cocaina ed era stato inserito in un programma del SERT per la terapia con metadone.

Il paziente da alcuni anni  accusava pollachiuria ed urgenza minzionale, che da qualche mese si era trasformata in una incontinenza urinaria che lo costringeva all’uso di un pannolone che doveva cambiare almeno 4 volte al di. L’ecografia  dell’ apparato urinario  mostrava la vescica parzialmente depleta ma con pareti ispessite;  una ghiandola  lievemente aumentata di volume ma ad ecogenicità disomogenea per la presenza di alcune calcificazioni intraparenchimali. Le analisi ematochimiche mostravano un lieve rialzo dei leucociti  mente Psa t, Psa f e Psa R  erano nella norma . Le analisi delle urine erano nella norma. Viene quindi eseguita una Tc con contrasto del cranio ( fig.1a,b,c,d ) che ha evidenziato come la vasta soluzione di continuità tra il palato e le coane nasale determinasse non solo la diffusione del mezzo di contrasto ai seni zigomatici e frontali ma  raggiungeva anche i seni etmoidali.

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30 Gennaio 2017