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Area Pediatrica

Mario De Gennaro

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In questo periodo di isolamento forzato a casa, si sono scoperte nuove cose da fare, di molte delle quali sarebbe utile occuparsi sempre per il benessere delle persone, ma purtroppo non si ha mai il tempo. Tra le norme igieniche a cui molti adulti si sono dedicati in questi giorni di forzato riposo, ci sono senz’altro quelle alimentari (per cui ci si è dati da fare con cucine dietetiche) e quella motoria (per cui ci si è allenati).

Minore attenzione si dedica in genere ai bambini, i quali hanno invece un grande bisogno di apprendere, essendo organismi in evoluzione. Inoltre, si privilegia in genere la loro igiene alimentare per la grande prevalenza di obesità infantile, quella orale per la prevenzione dentaria, quella motoria per lo sviluppo muscolare e della colonna. Molto poco si presta attenzione alla “igiene sfinteriale”, che è invece fondamentale per la prevenzione delle disfunzioni vescicale e rettale.

E’ una buona occasione per ribadire alcuni concetti e i corretti “stili di vita” per la vescica del bambino.

Infatti, se la cura di queste funzioni viene trascurata, si verificano le (molto) frequenti disfunzioni vescicali dei bambini, che hanno possibili gravi complicanze cliniche e  del benessere emotivo.

Non sono segnalate qui evidenze scientifiche (ma ce ne sono molte e ben documentate!): sono solo descritte in semplicità e succintamente le principali disfunzioni vescicali pediatriche.

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L’invito alle Famiglie è quello di dedicare una giornata intera di questo periodo, difficile ma con disponibilità di tempo per i propri bambini, per costruire insieme un Diario delle Minzioni da sottoporre nel caso con tutta calma al Pediatra Curante, finito questo periodo. Quando ci sono aspetti patologici, è indicato un diario di 2-3 giorni consecutivi, segnalando anche eventuali segni o sintomi (vedere schema in calce con le istruzioni).

Il più delle volte risulterà tutto normale, cioè un numero adeguato di minzioni al giorno (da 4 a 7), con una giusta quantità di urine per minzione (in base all’età), e nessun sintomo.

Potrà però risultare una frequenza alterata di minzioni al giorno, oppure una scarsa quantità: questo in genere dipende da “cattive abitudini”, come soprattutto una scarsa assunzione di liquidi, o la fretta, o posture scorrette.

Alcune volte però (accade in un bambino circa su 10 a 5-7 anni) i valori del Diario possono essere anormali, e questo è un segno di disfunzione vescicale.

E’ utile parlarne con il pediatra curante, ed è importante regolarizzare le abitudini con semplici accorgimenti:

  • bere almeno 500ml di acqua/liquidi la mattina/pranzo: la sete sarà così contenuta di sera
  • svuotare la vescica ad intervalli regolari (ogni 3 ore circa), avendo punti di riferimento
  • tenere regolare l’intestino: evacuazioni quotidiane di feci non dure
  • andare al bagno senza fretta, rilassare bene i muscoli, in posizione corretta

Le due più frequenti disfunzioni della vescica nella età pediatrica sono la Minzione Disfunzionale e la Vescica Iperattiva, ma si possono anche verificare Minzione posposta, Gocciolamento vaginale nelle femmine, Minzione ostruita.

Inoltre accanto alla ben conosciuta Enuresi Notturna (letto bagnato) – che esula da questa descrizione in quanto è evidente la incontinenza notturna – ci sono forme che si accompagnano a sintomi vescicali.

E’ molto importante distinguere le due forme di Enuresi: quella monosintomatica (solo letto bagnato) da quella non-monosintomatica (sintomi anche di giorno), in quanto l’approccio al trattamento è del tutto diverso. In particolare se è presente vescica iperattiva, questa va risolta prima di iniziare la terapia dell’enuresi notturna se si vuole ottenere risultati.

Minzione Disfunzionale

E’ forse oggi la condizione più frequente e certo quella di cui si ha meno consapevolezza, in quanto non c’è in genere incontinenza. La difficoltà a svuotare la vescica è, nelle fasi iniziali, l’unico sintomo, e né il bambino né i genitori ci fanno caso. Col progredire della disfunzione però ci possono essere conseguenze cliniche, quali il residuo post-minzionale,  infezioni urinarie recidivanti, vulvovaginiti, e nelle forme più severe reflusso vescico ureterale, con un meccanismo analogo a quello della disfunzione neurogena con dissinergia.

La condizione è (molto) spesso accompagnata da ritenzione fecale e oggi si parla di Bowel/Bladder Dysfunction (BBD), in quanto eziologia, inquadramento diagnostico e trattamento sono strettamente collegati.

Va distinta dalla Minzione Posposta che è solo l’abitudine a posporre appunto il momento di urinare, con perdita (gocce) per la iperdistensione, ma senza incoordinazione sfinteriale alla contrazione minzionale.

Vescica Iperattiva

La condizione è molto fastidiosa per i bambini, soprattutto nel confronto coi compagni di scuola o i fratelli.  E’ piuttosto frequente e sottovalutata in quanto erroneamente considerata una “pigrizia” ad andare al bagno.   I bambini invece ne soffrono, sia per la vergogna di bagnarsi sia per la frustrazione di non gestire lo stimolo. Spesso si associa ritenzione fecale, che comprimendo la vescica ne diminuisce la capacità.

Capendo cosa accade nell’organismo e mettendo in atto delle semplici attenzioni, cioè un regolare svuotamento della vescica e del retto ed un adeguato apporto idrico, si può risolvere il problema. Talora  invece la iperattività e la incontinenza da urgenza persistono ed è necessario ricorrere a farmaci (ce ne sono di tollerati molto bene dai bambini) o altre forme di terapia riabilitativa.

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La Diagnosi come abbiamo visto, si basa sul Diario Minzionale che, se  ben fatto e ben interpretato, permette di distinguere le forme di Disfunzione. Ovviamente questo non è una completa valutazione diagnostica, ma solo uno screening di base per escludere problemi e un primo approccio al bambino. In caso di sintomi importanti diventa necessario approfondire tutti gli aspetti, fare un esame fisico ed alcune indagini non invasive come ecografia e flussimetria (minzione in un recipiente graduato), in quanto anche se molto raramente dietro i sintomi vescicali si possono nascondere problemi urologici veri e propri.

Nelle condizioni che si protraggono nel tempo, ovvero quando i sintomi vescicali si presentano ad un certo punto della vita, dopo un periodo di anni in cui non ci sono stati problemi, è necessaria una valutazione del benessere emotivo da parte di una figura professionale adeguata come uno psicologo. Non è raro infatti che nei bambini che si bagnano di giorno o si sporcano con le feci ci sia una co-morbidità di tipo psicologico, come la sindrome deficit/ attenzione o quella oppositiva/difensiva.

Trattamento – Scuola di Pipì

Anche il Trattamento in qualche modo si basa sul Diario, per avere certezza che si seguono le raccomandazioni e per valutare come stanno andando le cose con la fisioterapia o con la terapia farmacologica.

Il Diario quindi diventa lo strumento più importante della Scuola, in quanto si diventa in qualche modo dottori di sé stessi:

  • innanzi tutto, capendo se è tutto normale o ci sono dati di Frequenza delle minzioni e Volume di urine non normali per quanto ci si aspetta da quella età
  • poi, per ricordarsi durante il trattamento di seguire le raccomandazioni che sono state date
  • infine, per vedere ad esempio mensilmente come stanno andando le cose con la terapia

In conclusione, non è certo una perdita di tempo, in un momento in cui si è tristemente relegati in casa, cogliere l’occasione per acquistare consapevolezza riguardo la propria vescica, semplicemente compilando un Diario: avremo escluso un problema e avremo lo strumento per misurare eventuali disturbi o problemi.


Mario De Gennaro, già primario urologia Ospedale Bambino Gesù, già presidente SIUD, già presidente della Fondazione italiana continenza, attuale responsabile educazionale della ICCS e coordinatore del Gruppo di Studio urologia pediatrica della SIU