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Buongiorno,

ho 47 anni e da circa 2 anni soffro di prostatite e ritenzione urinaria cronica. All’inizio andavo a urinare con urgenza circa 25 volte al giorno. Dagli esami di laboratorio del liquido seminale risultava la presenza di vari batteri, tra i quali la klebsiella, per cui ho eseguito cure antibiotiche con ciproxin (a mesi alterni per le recidive) e omnic.

Dopo circa 10 mesi lo stimolo si è sempre più ridotto fino a scomparire del tutto nonostante la vescica fosse piena, con circa 800 ml come dimostrato dalle ecografie. Oltretutto, permane l’infezione con klebsiella nella prostata, dove all’ecografia risultano delle calcificazioni. Dall’esame video urodinamico le pareti della vescica non sono regolari, ma risultano dentate e le contrazioni vescicali sono debolissime, con un flusso max di 8ml/sec. Al momento vado a urinare in modo meccanico, premendo con la mano sul basso ventre e quando sento fastidio provo andare a urinare. Si sospetta una vescica neurologica con una sclerosi del collo vescicale, e mi hanno detto che probabilmente dovrò ricorrere al caterismo intermittente a vita…se così fosse non saprei più cosa fare! Man mano che il tempo passa mi sembra di perdere la funzionalità vescicale…come è possibile che prima sentivo in continuazione lo stimolo mentre adesso è assente? Non me lo spiego, è come la vescica fosse atrofizzata? Come posso far tornare lo stimolo alla vescica? Ho sentito parlare della stimolazione tibiale, ma nella mia zona non ho trovato nulla a riguardo. C’è modo di recuperare la sensibilità vescicale? Perché sono ancora giovane e non vorrei ritrovarmi in una condizione cronica a vita.

La ringrazio da subito per la cortese attenzione.

Buonasera,

la vescica nei casi di ritenzione cronica con volumi elevati può scompensarsi, risultando in una perdita di sensibilità e di contrattilità, come le è accaduto. In questi casi la soluzione a lei indicata, ovvero l’auto-cateterismo intermittente le migliorerebbe i disturbi legati alle infezioni e allo svuotamento, ed è una soluzione ben tollerata che non determina nessun impedimento nella vita di relazione per quasi tutti i pazienti. Ad esso potrebbe anche unire le minzioni ad orario in assenza di stimolo (ogni 3 ore) per evitare che si ritrovino residui elevati. Purtroppo al momento non esistono terapie o interventi per aumentare la contrattilità vescicale o per determinare la ripresa della sensibilità, per cui anche la neurostimolazione tibiale nel suo caso potrebbe non essere indicata. Di sicuro definire se concomita una sclerosi del collo vescicale è molto importante; il trattamento in tal caso potrebbe prevedere l’incisione del collo vescicale stesso.

Cordiali Saluti,

Dott. Simone Morselli

Dott. Vincenzo Li Marzi

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