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Storia

Introduzione
XIX secolo Sviluppo della prima strumentazione per la misura delle pressioni vescicali e flusso urinario.
1953 David Melvin Davis conia il termine urodinamica nel suo libro Mechanisms of Urologic Diseases.
Cistometria
1876 Dubois è probabilmente il primo europeo a misurare la pressione vescicale.
1882 Gli italiani A. Mosso e P. Pellacani dimostrano che la pressione vescicale aumenta in seguito alla contrazione dei muscolo detrusore, che la vescica può contenere diverse quantità di fluido ad una pressione costante e che l’inizio della minzione non è correlato all’ aumento della pressione addominale.
1897 Eugen Rehfisch descrive un apparato in grado di misurare simultaneamente la pressione vescicale ed il volume urinario.
1927 D.K. Rose, della Washington University di St. Louis, conia il termine cistometro e descrive il suo sviluppo e la sua utilità clinica. Rose riconosce l’enorme importanza della diagnosi di un disturbo neurologico nella programmazione di una prostatectomia. Usando la cistometria, Rose è in grado di determinare … la forza e l’irritabilità della vescica così come la condizione della sua innervazione motoria e sensitiva- Egli è uno dei primi medici a riconoscere, per mezzo della cistometria, il bisogno della cateterizzazione intermittente in determinati pazienti
1933 D. Denny-Brown e E.G. Robertson usano uno speciale catetere doppio ed un metodo di ripresa fotografica per misurare la pressione nella vescica, nell’uretra e nel retto. Essi dimostrano defin,itivamente che nell’uomo la pressione vescicale è indipendente dalla pressione addominale; sono inoltre i primi a constatare un incremento nella pressione vescicale alla fine della minzione (after contraction).
1948 H.S. Talbot è probabilmente il primo ad usare i termini stabilità ed instabilità detrusoriale.
Uroflussometria e studio della minzione
1912 Ramon Guiteras (fondatore e primo presidente dell’Associazione Americana di Urologia) divide le disfunzioni minzionali in due principali categorie: ritenzione ed incontinenza urinaria. Esamina i suoi pazienti mediante una primordiale urofiussometria, enfatizzando l’importanza diagnostica dei residuo vescicole postminzionale
1948 William E. Drake sviluppa uno strumento che misura il crescente peso di urina rispetto ad un fattore tempo su un cimografo, denominando i grafici prodotti urofiussogrammi. Egli descrive l’uso clinico dei suo apparato nello studio di stenosi uretrali, ipertrofia prostatica benigna, vescica neurologica, diverticolosi e tumori della vescica.
1956 Bodo von Garrelts introduce un metodo elettronico per registrare il flusso urinario.
Studi della pressione uretrale
Metà del XIX secolo Kohlrausch dimostra come una contrazione dei detrusore determini l’apertura dell’uretra per permettere una minzione normale.
1923 V. Bonney riporta le misurazioni delle pressioni vescicali ed uretrali in donne incontinenti.
1937  

W.T. Kennedy descrive un’ innovativa metodica per misurare la resistenza uretrale ed ipotizza l’esistenza di uno sfintere muscolare lungo tutta l’estensione dell’uretra, con un ulteriore sfintere collocato nel terzo medio, sotto probabile controllo volontario.

1953  

Stig Karlson descrive la misurazione simultanea della pressione vescicale e degli sfinteri interno ed esterno in un gruppo di donne; egli dimostra che il tono dello sfintere aumenta con il crescere dei contenuto vescicale ed ipotizza che la sequenza della minzione inizi con il rilasciamento dello sfintere liscio interno, seguito nell’ordine dal rilasciamento dello sfintere striato e poi dalla contrazione detrusoriale.
Anni ’50 e ’60 – J. Lapides dimostra l’importanza dello sfintere liscio e dei collo vescicale nel mantenimento della continenza e nel controllo della minzione. Inoltre: … lo sfintere interno della vescica si apre non rilasciandosi, ma per attiva contrazione della muscolatura vescico-uretrale… Lapides è il primo, nel 1960, a riportare la misu-
razione delle resistenze o pressioni uretrali negli Stati Uniti, indicando con diagrammi i valori normali.

1969 M. Brown e J.E.A. Wickham descrivono il profilo pressorio uretrale.
Elettromiografia
1950 Arthur S. Abramson usa l’elettromiografia in urologia.
1955 Franksson e Petersen introducono l’elettromiografia nel novero delle indagini urodinamiche.
1964 F. Brantley Scott e collaboratori descrivono l’uso contemporaneo di cistomanometria, urofiussometria ed elettromiografia: essi sono probabilmente i primi a repertare l’esistenza di una dissinergia detrusore-sfintere
Videourodinamica
1949 S.R. Muellner e EG. Fleischner dimostrano (tramite fluoro-scopia) che il detrusore si contrae solo dopo l’apertura volontaria dello sfintere urinario.
1967 Earl R. Miller propone di usare comunemente la cinefluoroscopia in associazione alle indagini urodinamiche, ponendo le basi per la nascita della moderna videourodinamica.
L’ urodinamica nel mondo
1965 Negli USA, durante un simposio sulla vescica neurologica, nasce la Urodynamics Society.
1969 All’Hilton di San Francisco si tiene il primo incontro ufficiale della Urodynamics Society.
1971 nasce ad Exeter (Inghilterra), da un’idea di Eric Glen, la Internationall Continence Society (ICS), con circa 50 membri fondatori.
 


L’urodinamica in Italia
1977 Sotto l’entusiastica spinta di Giancarlo Vignoli, il professor A. Martelli fonda la Società Italiana di Urodinamica.
2010 Riconoscimento della Società da parte dello stato italiano con iscrizione nel Registro delle persone giuridiche presso la Prefettura di Bologna
Presidenze
1977-1980 Prof. Aldo Martelli
1981-1984 Prof. Salvatore Rocca Rossetti
1985-1988 Prof. Alberto Zanollo
1989-1991 Prof. Walter Artibani
1992-1994 Prof. Walter Artibani
1995-1997 Dott. Francesco Catanzaro
1998-2000 Prof. Roberto Carone
2000-2003 Prof. Paolo Di Benedetto
2003-2006 Prof. Francesco Pesce
2006-2009 Dott. Mario De Gennaro
2009-2012 Dott. Sandro Sandri
2012-2015 Dott. Giulio Del Popolo
Convegni Nazionali
A cadenza annuale, a partire dal 1977. Corsi di Introduzione all’Urodinamica: a partire dall’ottobre 1987 biannuali sino al 1991, in seguito a cadenza annuarie.
Pubblicazioni nel mondo
Il termine urodinamica venne usato per la prima volta nel 1962 sul Journal of Urology (Davis DM, Zimskind P). Dal 1975 tale rivista presentò una sezione separata per l’urodinamica.
Nel 1982 venne pubblicato il primo numero di Neurourology and Urodynamics, fortemente voluto da Jerry Blaivas: inizialmente Official Journal of Urodynamics Society, dal 1995 la rivista è anche l’organo ufficiale della ICS e della International Society for Dynamics of the Upper Urinary Tract.
Standardizzazione della terminologia della funzione vescico-sfinterica
Questa venne stabilita nel corso di cinque convegni della International Continence Society (tra il 1974 ed il 1979) cui seguirono quattro documenti scritti (1976, 1977, 1980, 1981) sino ai più recenti Seventh report on the standardization of terminology of lower urinary tract function: lower urinary tract rehabilitation techniques e The standardization of terminology of female pelvic organ prolapse and pelvic floor dysfunction.
Autori di rilievo
  • David Melvin Davis: il primo ad usare il termine urodinamica.
  • Jack Lapides: fece importanti studi sulla fisiologia dell’uretere, sulle infezioni urinarie, sulla cateterizzazione intermittente.
  • Earl R. Miller: è forse la figura più influente nello sviluppo della moderna urodinamica.
 


1977 Urodynamics symposia
1978 Urodynamics ’78 – Proceedings
1979 Basic and Advanced Urodynamics and Prosthetics – Proceedings
1980-1990 Atti dei Congressi Nazionali
dal 1991 Rivista Urodinamica: Neurourology, Urodynamics and
Continence (Editor-in-Chief: prof W.Artibani): quattro numeri all’anno, compresi gli Atti dei Congressi Nazionali
2007 Chiusura della Rivista Urodinamica
2009 Rivista ufficiale della SIUD: NeuroUrology & Urodynamics, organo ufficiale della International Continence Society
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